All’inizio del suo libro Gesù di Nazaret, Benedetto XVI si premura di specificare che non si tratta di un atto magisteriale. Tale volume è invece, specifica, solo il frutto delle sue ricerche.
Un chiarimento per certi versi non necessario, visto che il suo predecessore aveva già pubblicato opere personali. Eppure, mai come questa volta i due generi si avvicinano, quasi toccandosi.
Non solo per i continui riferimenti tra Antico e Nuovo Testamento, Padri della Chiesa, teologi e filosofi di tutte le epoche. Non solo per la trattazione che tocca diversi punti dell’attualità.
Benedetto XVI sviscera la figura di Gesù con una precisione, una pulizia e una chiarezza che sono una manna per il lettore contemporaneo. Anzi, di più: quella del pontefice bavarese potrebbe essere definita una vera e propria radiografia.
Con la consueta chiarezza espositiva, infatti, Joseph Ratzinger offre un approfondimento sulla vita pubblica di Cristo. Ad essere escluse sono la Settimana Santa e l’infanzia, trattate in volumi a parte.
Il lettore è così introdotto in un percorso che tocca i punti decisivi del ministero di Gesù. Ossia battesimo, le tentazioni, il Discorso della Montagna, il Padre Nostro, la chiamata dei discepoli, la confessione di Pietro e la Trasfigurazione.
Benedetto XVI conduce il lettore attraverso tutte queste tappe in modo organico. Permettendosi brevi salti in avanti o indietro, che fungono da specchio per una migliore comprensione degli eventi.
E i salti in avanti, va detto, arrivano sino a noi. Sì, perché in alcuni tratti il pontefice bavarese vede numerosi riferimenti all’attualità.
Attualità che è ancora… attuale, nonostante dalla prima edizione del volume siano passati vent’anni. Certi nodi, infatti, ancora non sono stati sciolti, e ciò rende questo librotutt’altro che obsoleto.
Gesù di Nazaret è quindi una lettura ancora meritevole di attenzione per due motivi. Il primo è la precisione con cui il suo autore contestualizza e spiega la figura di Cristo da un punto di vista teologico.
La seconda, invece, è che esso illustra come il Vangelo sia sempre moderno. Come esso parli a tutto il genere umano di ogni generazione, in quanto testo antico ma allo stesso sempre avanti a tutti.
Non è quindi un problema che non si tratti di un documento magisteriale, ma di saggistica specializzata. Anzi, per certi versi può essere uno stimolo anche per chi, pur lontano dalla Chiesa, ha desiderio di approfondire Cristo con una prospettiva epistemologica.

