Dio o niente. Un titolo composto di sole tre parole, eppure nella sua sintesi così esaustivo da non aver bisogno di ulteriori approfondimenti.
Perché, certo, gli aneddoti personali e le acute analisi del cardinale Robert Sarah sulla salute dell’Occidente sono interessanti, e puntuali. Ma alla fine la sfida si riduce lì: Dio o niente.
Uno stile tranchant, quello del porporato guineano, che abbiamo imparato a ben conoscere. Non è uno che si nasconda, né che abbia mai paura di prendere una posizione forte, ove necessario.
Ed è forse più necessario ora di quanto non fosse nel 2015, alla prima pubblicazione del libro. Perché nel frattempo il decadimento dell’Occidente ha preso ad accelerare, esponenzialmente.
Eppure, nel loro essere nette, le parole del cardinale Sarah sono anche semplici. Concetti alla portata di tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
Il presule africano parla infatti di fedeltà alla Parola di Dio, di sforzo missionario, di importanza della famiglia e tradizioni, di pietà popolare. Tutte questioni tremendamente in essere, ma che si fatica ad affrontare con serietà ed equilibrio, troppo presi da miopi schieramenti ideologici.
Eppure il prefetto emerito del Dicastero per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti non ha mai paura a metterli in campo. Gioca a carte scoperte, sapendo che è l’unico modo per (con)vincere.
Anche Dio o niente sottende a tale logica. E questo anche se, almeno come struttura, sarebbe una corposa intervista che parte dall’infanzia del cardinale Sarah in Guinea e arriva fino a Roma.
Ma anche in questo frangente il fil rouge che collega l’intero viaggio è il rapporto con Dio. Con la sua Rivelazione, che l’essere umano nella sua vita può decidere se accettare o rifiutare.
E in questo senso, il porporato africano non fa sconti. La sua trattazione è infatti cristallina nel mostrare come i mali che affliggono oggi l’Occidente siano originati da un allontanamento dalla Parola di Dio, generando malintesi, dolori e menzogne.
È per questo che Sua Eminenza pone una questione in maniera così netta. Non c’è infatti una terza opzione: o si sceglie Dio, o si sceglie il Nulla, perché l’essere umano che vuole farsi Dio si scopre, alla fine, buono a nulla.
Il cardinale Sarah lancia quindi all’Occidente una sfida avvincente: tornare a fissare il proprio sguardo su Dio e il Crocifisso. Per non perdere la sua anima e, con essa, sé stesso.

