Angel Studios: il Vangelo ai tempi della Nuova Hollywood

Davide contro Golia. Una metafora, certo, ma per certi versi anche uno scenario letterale, visto che sono l’eccezione di ispirazione biblica in un ambiente, Hollywood, decisamente paganizzato.

Una casa di produzione particolare, che guarda al Vangelo. E nata all’inizio della precedente decade del nuovo millennio, da principio solo come servizio che filtrava contenuti inappropriati.

Poi, dieci anni fa, la miccia. I grandi studi cinematografici citarono VidAngel (questo il nome), e lo citarono in giudizio per violazione del copyright.

Una palese forzatura del concetto, ma ovviamente il giudice disposto a dare ragione ai pesci grossi contro il pesce piccolo c’è sempre. Infatti di lì a poco il servizio arrivò al fallimento.

Ma, come insegna il Vangelo, ci sono sempre dei momenti in cui il Signore sembra dormire, e la barca sembra ribaltarsi. Perché è proprio lì che bisogna avere fede.

Nel frattempo, infatti, VidAngel aveva già iniziato a esplorare contenuti originali. A cominciare dal progetto di The Chosen, una produzione seriale proprio dedicata a Cristo.

E così dalle ceneri di VidAngel nacquero nel 2021 gli Angel Studios. Che da difensivi si facevano invece proattivi, mettendo a disposizione del pubblico contenuti afferenti ad una precisa tradizione.

Una tradizione marcatamente evangelica. Non cioè relativa alla corrente evangelica del mondo riformato (in quanto i fondatori sono mormoni), ma conforme ai principi del Vangelo.

Rileggendo magari in quest’ottica anche elementi veterotestamentari, come nel caso di His Only Son (2023) o dei film animati The King of Kings (2025) e David (2025). Oppure dedicandosi a importanti figure che hanno dato testimonianza al Vangelo con la propria vita.

È il caso di Santa Francesca Cabrini in Cabrini (2024), o Dietrich Bonhoeffer in Bonhoeffer (2024). Ovvero, rispettivamente, la prima santa di nazionalità statunitense, e il teologo luterano morto in un campo di concentramento di Flossenbürg.

La produzione, però, è stata nel complesso variegata. Ci sono film distopici (The Shift, 2023, o Homestead, 2024, da cui è poi derivata una serie tv), storici (Young Washington e The Brink of War, 2026), o incentrati su drammi famigliari, come Brave The Dark (2025).

O ancora c’è l’attualità. E qui non può non tornare in mente Sound of Freedom (2023), prima bollato come fantasia complottista e poi diventato drammaticamente realistico una volta scoppiata, a livello globale, la questione degli Epstein files.

Zero A.D.: The Birth of Christ, film in uscita a dicembre 2026, funge invece da sorta di prequel di The Chosen. Sarà un film sulla Natività, basato sul Vangelo di Matteo.

Gli Angel Studios, insomma, in un’epoca largamente secolarizzata hanno optato per una strada in controcorrente. Ovvero quella dei valori non negoziabili, e dell’onorare le proprie radici.

Una scelta assai coraggiosa. E per giunta anche ecumenica, visto che, malgrado le origini nel contesto mormone, non si fanno remore a pescare nella tradizione cattolica o riformata.

E proprio qui nasce per certi versi un dispiacere. Ossia quello di vedere tanto coraggio provenire dallo Utah, e non invece da Roma, che sembra invece sempre un po’ intimidita dall’aggressività delle forze secolari.

Proprio per questo, però, auspichiamo che gli Angel Studios siano di esempio. Affinché anche altri si incamminino sulla strada da loro tracciata, per parlare di Cristo anche sui media della cultura pop.

Veritatis Media
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.