Ad gentes: la geopolitica dei media della Spagna

Quella di oggi è, in generale, una Spagna a doppia velocità. Molto in crescita su alcuni fronti, decisamente più in difficoltà su altri.

Sono diversi i fattori che offrono solidità al paese iberico. Mercato del lavoro dinamico, domanda interna forte e investimenti stranieri in termini di infrastrutture.

Poi però c’è il rovescio della medaglia. Produttività stagnante, dipendenza eccessiva dal Next Generation EU e tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa, specie per i giovani.

Una crescita, dunque, che per poter essere strutturale necessita di interventi sulla produttività. Quelli, per intenderci, che sono stati garantiti al settore culturale.

Il cinema, ad esempio, è un fattore cruciale per la geopolitica dei media della Spagna. La settima arte iberica da un lato si preoccupa di proteggere la specificità locale, dall’altro rappresenta invece un’infrastruttura globale per il mercato internazionale.

La cinematografia d’autore, in particolare, continua a svolgere per Madrid una funzione di diplomazia culturale. Accanto ad essa, tuttavia, si è ritagliato uno spazio non indifferente il genere noir/thriller, come ha dimostrato il successo di As bestas di Rodrigo Sorogoyen (2022).

Grazie ad incentivi che fiscali che toccano anche il 30-35%, inoltre, la Spagna è stata in grado di legittimarsi come polo di attrazione per le produzioni hollywoodiane in materia di location. Ciò la rende allo stesso tempo provincia su un piano artistico e metropoli su quello industriale.

Discorso simile anche per il mercato della serialità televisiva. Netflix ha infatti scelto la Spagna come suo principale avamposto nel continente europeo. Produzioni come La Casa di Carta o Élite non sono solo intrattenimento, ma creazione di un immaginario collettivo locale e globale insieme.

Amazon, invece, ha investito in maniera ingente sui documentari sportivi e sul rilancio di format storici. Allo stesso tempo, la creatura di Jeff Bezos ha investito nei contenuti che toccano le questioni identitarie riguardanti Paesi Baschi, Catalogna, Galizia.

Nel quadro complessivo, a livello di serialità la Spagna funge da ponte tra continenti. Adatta infatti format internazionali con una sensibilità latina, avvicinando Europa e Americhe.

È forse la musica, tuttavia, l’arma più potente della Spagna contemporanea a livello di geopolitica dei media. E se qualcuno sta pensando al pop latino ha già colto un primo importante punto.

Storicamente, tale genere era predominio di Miami e dei territori caraibici. Negli ultimi anni, tuttavia, la bilancia si è spostata nettamente verso l’Europa.

Oggi infatti Madrid è tornata a essere la capitale dove i grandi artisti latini si recano per ottenere la legittimazione europea. La Spagna non subisce più l’influenza latina statunitense, ma anzi, la filtra e la ridistribuisce.

Ma la musica non è solo il famoso/famigerato reggaeton. Va infatti altresì segnalata la figura di Rosalia, che ha promosso un pop latino innovativo, influenzato dalla musicalità tipica del flamenco.

Il successo della cantante catalana è ancora una volta, dunque, un esempio di convivenza tra tradizione e contemporaneità. Rendendo un cultura prima locale un fenomeno di identità transnazionale.

Una strategia che caratterizza anche il settore del gaming. Dove, senza troppo clamore, la Spagna si colloca tra il quinto e il quarto posto in Europa.

Un esempio è Blasphemous. Si tratta, nello specifico, di un videogioco d’azione che mescola tematiche horror, iconografia cattolica e folklore andaluso.

Gris, pur essendo invece una produzione che punta sull’esplorazione, reca con sé anche velleità artistiche che, grazie a tonalità cromatiche originali, offre a tala produzione dei tratti onirici.

Il fumetto, infine, risulta spesso uno strumento attraverso cui affrontare questioni storiche complesse. In particolare, ed è fisiologico, legate all’epoca del franchismo.

Negli ultimi tempi sta inoltre acquisendo importanza il festival Comic Barcelona. Il ruolo di quest’ultimo non è più solo quello di semplice fiera del fumetto, ma anche di luogo di incontro per editori europei, americani ed asiatici.

La Spagna sta dunque piano piano divenendo un hub di geopolitica dei media sempre più rilevante. Anche grazie all’ampia diffusione della lingua spagnola (nelle sue varie declinazioni, chiaramente), essa vuole porsi come polo alternativo all’anglosfera.

Per fare ciò il paese iberico ha puntato su un modello che, a più livelli, fonde il locale con forme di comunicazione globali. Rendendo la tradizione spagnola rinnovata fonte di interesse per i fruitori all’estero.

Veritatis Media
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.