Dio, la vera realtà: le omelie inedite di Benedetto

Per il grande pubblico, Benedetto XVI è quello delle dimissioni del 2013. Qualcuno magari riesce a ricordare anche l’evocazione della dittatura del relativismo, o, per un reel che è girato di recente sui social, quella dell’odio di sé dell’Europa.

Tappe sicuramente importanti del percorso di Joseph Ratzinger, senza dubbio. Ma tappe che, allo stesso tempo, rischiano di ingabbiarne la figura in due o tre slogan che alla fine la inaridiscono.

A parte queste due tappe, papa Benedetto è stato altro. Anzi, molto altro, e i volumi di omelie inedite usciti nel 2025 aiutano a ricostruirne il percorso in maniera più strutturata.

Il secondo, Dio è la vera realtà, è quello dedicato ai sermoni che il pontefice bavarese ha concepito per il tempo ordinario. Un volume corposo, ma ricco di spunti per leggere il presente.

Perché Benedetto, nel suo transito prima e dopo il ministero petrino, ha sempre prestato attenzione a rendere attuale Dio. A contrastare quell’idea falsa, nata in ambito giacobino, che vede i cattolici come idealisti senza connessione con la realtà.

Ratzinger, in questa serie di omelie che vanno dal 2005 al 2017, mette invece in luce l’attualità del Vangelo. Che è Parola che parla all’uomo e dell’uomo in ogni tempo e luogo.

Anzi, il pontefice bavarese cita più volte l’amato Sant’Agostino, per il quale gli Stati senza Dio sono solo bande di ladri. Il messaggio è chiaro: quando l’essere umano vuole farsi dio, escludendo Dio dalla sfera pubblica, è il primo a perdere la sua reale grandezza, degradando a bestia.

Tutte le realtà politiche, ricorda Benedetto, sono transitorie. Passano, e passano anche quando le mode del momento denigrano la fede in Cristo bollandola come superata, e perciò superflua.

Altrettanto cruciale è per lui, inoltre, il concetto di libertà. Una libertà che per essere autentica, e non falsa come quella imposta dal mondo, non può essere disgiunta dalla verità e dalla giustizia.

Allo stesso tempo, tuttavia, Ratzinger mette anche in guardia su atteggiamenti erronei con cui si vive la Fede. Ossia il pessimismo, l’attivismo senza spiritualità e, più in generale, il vivere la sequela di Cristo senza una gioia vera, piena, che si abbevera alla fonte dell’amicizia con il Risorto.

In questa serie di omelie, quindi, omelie traccia una sintesi dei rapporti tra Chiesa e lo mondo. E lo fa sottolineando le due direzioni in cui essi si muovono, e cosa occorre per evitare sovrapposizioni.

Ma, soprattutto, Benedetto rimette al centro Cristo. Affermando chiaramente che è Dio la vera realtà, e che solo ciò che deriva da Lui può essere la base per la concordia tra gli esseri umani.

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