C’è qualcosa di vagamente deprimente, per non dire proprio patetico, nell’elenco di stelle di varia grandezza con cui i Marvel Studios hanno presentato “Avengers: Doomsday”. Un po’ come quegli uomini (sempre loro, maledetto patriarcato) che tornano dalla ex dicendo che sono cambiati, che non faranno più gli stessi errori, che hanno aperto gli occhi.
Ecco, il catalogo di vecchi fusti e belle gioie così brillantemente presentato dalla fu Casa delle Idee assomiglia proprio a questo. Un risveglio tardivo misto a senso di disperazione.
All’appello contiamo Avengers originali (pochi o rimaneggiati), X-Men originali (qualcuno in più) più i nuovi Fantastici Quattro, e già ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Figurarsi poi se di contorno compare paccottiglia che solo con una discreta dose di coraggio qualcuno potrebbe considerare presentabile.
Insomma, siamo di fronte ad un insieme raffazzonato e disomogeneo che non si capisce bene su quali basi si mantenga in piedi e, soprattutto, dove possa essere diretto. E non è neanche questo l’aspetto più inquietante.
Premesse del genere non possono infatti che condurre ad una trama che, più che delle lacune, avrà delle vere e proprie lagune. Come tieni insieme, per dirne una, i protagonisti di un film del 2000, quel che resta di un mondo iniziato nel 2008 e il futuro incerto di quest’ultimo?
Forse non lo tieni insieme, semplicemente perché non è quello lo scopo. L’impressione è infatti che Feige e compagnia in realtà non stiano cercando di porre un rimedio vagamente (solo vagamente) sensato ai danni in serie fatti dal 2019 in poi.
No, come accennato, dall’arruolamento di questi attori tutti e tutti insieme fa capolino un senso di disperazione che suona più o meno come: “Palla al cast e pedalare”. In altre parole, alla Marvel stanno invertendo la dinamica che vede i personaggi trainare gli attori.
È infatti evidente che qui non sia così, e che dagli studios di Burbank sperino che siano gli attori a fare da locomotiva per un fandom evidentemente deluso (e a ragion veduta) dalle ultime produzioni. Potremmo dire che è un gioco alla “Viva il parroco”, ma qui di parroci non ne vediamo, anche se speriamo che ce ne sia presto uno pronto a dare l’estrema unzione al Marvel Cinematic Universe.
Ecco, effettivamente però in fin dei conti un paragone calcistico, viene in mente. “Avengers: Doomsday” ricorda un po’ il Real Madrid dei Galacticos, quello dei primi anni Duemila riempito di stelle bolse o bizzose, allenato da gente improbabile.
Per la cronaca, quel Real riuscì ad uscire dalle secche solo quando richiamò Fabio Capello, che fece ordine e mandò via qualche presunto campione sul viale del tramonto. E Dio, lui sì, sa quanto servirebbe un Fabio Capello di turno alla Marvel, anche solo per spazzare via un po’ di ciarpame made in Disney.